La portulaca è una piccola pianta succulenta formata da rami e foglie carnose. Presente come spontanea in tutta Italia, è facile trovarla anche in città.
Specie rustica e resistente, nel passato veniva coltivata come alimento dalle classi più povere o utilizzata come mangime per i maiali.
Oggi c’è chi la raccoglie durante una passeggiata domenicale e chi invece la coltiva per averla sempre a portata di mano.
La portulaca è un genere di pianta che annovera più di 100 specie differenti seppur molto simili tra loro. Oggi, però, parleremo solamente della Portulaca oleracea: l’unica pianta di portulaca che può esser consumata.
Negli ultimi anni la portulaca è stata riabilitata e valorizzata in ambito alimentare grazie a fonti scientifiche che avrebbero constatato un’elevata presenza di Omega-3 all’interno dei tessuti di questo vegetale.
La portulaca ha effetti positivi sull’apparato digerente, svolgendo un’azione lenitiva contro l’acidità di stomaco e prevenendo la comparsa di ulcere grazie alla capacità di rafforzare e proteggere le mucose interne.
L’elevata concentrazione di vitamina C e di polifenoli presenti nella portulaca donano a questa pianta un elevato potere antiossidante.
Attenzione, però, per quanto possa piacervi la portulaca, è sempre meglio consumarla con parsimonia; sconsigliato l’uso se si è incinta o si soffre di calcoli renali.
Chiedi alla Dott.ssa Rosalinda Giacomucci altre curiosità, sarà felice di risponderti.
